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Francesco Biraschi, a modern life.
Sunday Sounds Good
post pubblicato in Diario, il 29 giugno 2008

Questa domenica suona bene anche solo per il fatto che domani sera me ne starò all'Arena di Verona a godermi un immenso Carlos Santana.

Ma per oggi  Disillusion di Badly Drown Boy (forse più famoso per la colanna sonora del film About A Boy). Bel Video e poi Disillusion che il mio iDictionary definisce come: disappointment resulting from the discovery that something is not as good as one believed it to be.



Concordo.

E ora daje Carlos

Il Magnaccia ed il suo paese
post pubblicato in Diario, il 28 giugno 2008


Di Pietro
: "Abbiamo un capo
del governo che fa il magnaccia"

 
Nei 33 °C di questa mattinata, con tutti al mare o quasi, ci pensa Antonio Di Pietro a rompere quell'intollerabile quiete che, come il caldo che ci soffoca, ha sbiadito ogni voglia di dissenso.

Bravo Tonino, ma il resto dell'opposizione,  il Pd?!?
E' così difficile far sentire la propria voce?!?
Anche dall'ombra dell'
Ultima Spiaggia  una dichiarazione, magari non sul vermentino?!?

Per il momento nulla!


 


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permalink | inviato da f.biro il 28/6/2008 alle 15:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Un intollerabile quiete
post pubblicato in Diario, il 26 giugno 2008

E' quello che respiro, un intollerabile quiete. Tra sospensione dei processi, blocchi delle intercettazioni, rincaro di qualsiasi prezzo, crescita economica pari a zero, quello che si avverte nell'aria del nostro bel paese è un diffuso senso di rassegnazione. Rassegnazione al fatto che sia normale che chi ci governa faccia i suoi interessi, che sia normale che non cresciamo più, che sia normale rimanere precario a vita, che sia normale che la precarietà sul lavoro si trasformi in precarietà dell'esistenza. Il tutto vissuto come un ineluttabile destino. Un paese dove ognuno considera il proprio interesse, il proprio misero orticello come un baluardo da difendere a tutti i costi anche a scapito del vicino è un paese che non ha futuro. Un paese che dove ognuno continua ad interessarsi ai fattacci propri senza capire che il benessere del singolo si traduce nel benessere di tutti (logica del win win) è un paese che è destinato a morire. E noi invece di ribellarci a questa condizione, la accettiamo senza particolari patemi d'animo, convinti che bene op male il nostro stipendio lo portiamo a casa, ma così non andiamo lontano.

Mario dal suo blog qualche giorno fa definiva la nostra democrazia con le sue forme rappresentative ancorate a schemi di due secoli fa, una democrazia arrivata al capolinea.
Così sarà se non ci si risveglierà da questa intollerabile quiete.

Pubblico questoa articolo comparso su Repubblica qualche giorno fa
Un deludente silenzio di GIUSEPPE D'AVANZO

"UNA RASSICURANTE frustrazione" è la passione dominante in Italia, sostiene Giorgio Agamben. è il sentimento che prova chi è stato espropriato delle sue capacità espressive, è l'impulso di chi, "senza avere nulla per tirarsene fuori", si consegna a un silenzio dinanzi all'"intollerabile". è insostenibile in Italia lo stordito consenso a questa riduzione al silenzio, la quieta accettazione del vuoto di parole di un intero popolo di fronte al proprio destino.

Non c'è dubbio che contribuiscano a questo sentimento il disincanto delle élites, la debolezza dell'opposizione politica, il rumore dei media, la narcosi di un corpo sociale frastornato da una comunicazione nebbiosa, truccata, prepotente. Per l'ultima prova di forza di Berlusconi - un déjà vu - non accade nulla di diverso.

Il Cavaliere deve liquidare un paio di nomina criminis: corruzione in atti giudiziari (in un processo, che lo vede imputato, compra un testimone chiave, Mills); corruzione di incaricato di pubblico servizio (traffica con Agostino Saccà, Rai, promettendogli lussuosi affari). Il capo del governo combina un provvedimento con immediata forza di legge protetto da una formula di grande successo: la sicurezza. Prova a condirlo con una norma che lo salva.

Il Capo dello Stato gli si oppone due volte: urgente può essere la sicurezza dei cittadini, non la tua personale impunità giudiziaria. E ancora, non è urgente o necessario l'annichilimento dello strumento investigativo delle intercettazioni: vai in Parlamento e trova una soluzione condivisa.

Berlusconi finge di abbozzare. Rinuncia a regolare le intercettazioni per decreto (oggi, disegno di legge). Non rinuncia a rendersi "sacro". Ordina a due turiferari di proporre un codicillo che sospende il processo Mills per un anno: tempo utile per far votare la sua inviolabilità fino a quando sarà al governo e domani (Dio ci scampi) al Quirinale. Accade che, di fronte a questa manomissione di equilibri e regole, si reagisce come se lo scasso fosse già realizzato e la violazione irrimediabile. Ci si abbandona al risentimento, allo sdegno, alla delusione.

Questi sentimenti, pur legittimi, sostituiscono ogni iniziativa politica, gesto privato o discorso pubblico, addirittura ogni scambio di opinione; si confondono nelle illusioni sceniche create dagli annunci del governo; ci consegnano a un'immota passività, prigioniera di un ideologismo tautologico e, alla fine, impotente (Berlusconi è Berlusconi). Ne sono un esempio le parole di Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, che non comprende come è interdetta, con le intercettazioni, anche ogni possibile informazione sui processi fino alla fine dell'udienza preliminare dimenticando che quel negro di Patrick Lubumba, accusato di aver ucciso a Perugia Meredith Kercher - Filippo Pappalardi, accusato aver ucciso a Gravina i suoi due figli - le insegnanti di Rignano, accusate di pedofilia - hanno salvato la pelle proprio perché c'è stata un'informazione prima dell'udienza preliminare che probabilmente, a giornalismo muto e cieco, li avrebbe dannati per sempre.

Ne è esempio pure la generosa iniziativa dei giornalisti raccolti nel cartello "Arrestateci tutti" come se ormai soltanto il martirio fosse possibile - e null'altro - per chi ha il dovere di raccontare. Ora che si tratta di mettersi al lavoro con maggiore lena - e senza timore e senza speranza - si abbandona il campo accompagnati, appunto, da una "rassicurante frustrazione".

Come se la partita fosse soltanto il gioco solitario e irreparabile di Berlusconi contro le regole della Repubblica. E non dei cittadini a fronte di un'iniziativa che, per proteggere Iddu, rende la società meno sicura, le istituzioni più deboli, il diritto storto. In scena non c'è un solo protagonista (è un tragico errore crederlo). Gli attori, ammesso che abbiano la voglia e il coraggio di mostrarsi, possono essere ancora molti e decisivi. E buoni e convincenti gli argomenti da offrire all'opinione pubblica. Per dire.

Può il capo del governo imbrogliare il garante della Costituzione? Può inserire con un artificio un codicillo già respinto per l'inesistenza di "necessità e urgenza"? Deve firmarlo il Capo dello Stato? Può non firmarlo? E' una strada "difficilmente praticabile", si dice, anche perché "non ci sono precedenti". E si comprende. La Costituzione dà per implicita la leale collaborazione tra gli organi dello Stato. Quando questa non c'è o diventa beffa, bisogna esplorare strade nuove. Esistono? Quali sono? Quale contributo culturale intende dare oggi la società dei costituzionalisti a questo confronto? Il governo diffonde la bubbola che il codicillo (liberatorio per Berlusconi) consente ai giudici di affrontare i reati più gravi.

Questa saggezza già fa parte del quotidiano lavoro dei giudici. Quel che non vi fa parte (ecco la maligna novità) è mettere una pietra su reati di particolare allarme sociale, gli stupri, i furti, le rapine. Davvero la Lega potrà spiegare ai suoi elettori che non ha votato l'indulto nella scorsa legislatura e, una volta al governo, ha dato il via libera a un'amnistia di massa, per favorire l'interesse personale di Iddu a scapito della sicurezza di tutti? E' un affare che non può essere affidato - pare chiaro - alle proteste delle sole toghe o alle urla nelle aule del Parlamento (durano il titolo di un Tg).

Dove sono tutti gli altri? La Confindustria evoca a ogni piè sospinto merito, concorrenza e mercato. Davvero può accettare che la magistratura sia senza unghie nel controllo dell'abuso di informazioni privilegiate, della manipolazione del mercato, della bancarotta fraudolenta, del rialzo fraudolento dei prezzi? Marcegaglia, Confindustria, e Guidi, giovani di Confindustria (così entusiasta e tremula accanto a Berlusconi in quel di Santa Margherita) dovrebbero far sapere se condividono o censurano l'idea di lasciare in ombra, come fossero reati trascurabili, l'estorsione, l'usura, l'associazione per delinquere. Le signore dovrebbero, quanto meno, farlo sapere agli imprenditori di Sicilia ai quali è stato spiegato che Confindustria (ma era quella di Montezemolo) vuole fare sul serio contro il crimine e l'illegalità.

Prima di convocare uno sciopero pur necessario, forse varrebbe la pena che i giornalisti spiegassero ai lettori che la difesa della privacy invocata dal governo è soltanto un'illusione ottica perché l'accesso abusivo a un sistema informatico (come è avvenuto al Corriere della Sera e a un altro paio di migliaia di innocenti target) diventa, con le trovate di Berlusconi e del suo avvocato, una burla e con un paio di biglietti da dieci chiunque potrà procurarsi - impunito - un tabulato telefonico.

Forse sarebbe meglio affrontare tutti coloro (e sono moltissimi, i più) che sono sordi ai guai giudiziari di Berlusconi e pensano che "vabbè, è un corruttore, ma per me va bene lo stesso...". Forse bisogna informarli che, non di Berlusconi si discute, ma della loro, personale sicurezza. Perché se, come sostiene l'avvocato del Cavaliere, diventano reatucci la rapina semplice, il furto in appartamento, l'omicidio colposo degli ubriaconi al volante, il sequestro di persona non a scopo di estorsione (non erano i partiti di governo a suggerire che le zingarelle portano via i bambini dalla culla?), la sicurezza in pericolo non è quella del capo del governo e del suo legale, ma di chi è esposto a questi reati.

Perché se le decisioni di governo vogliono salvaguardare e proteggere i preti dalle inchieste della magistratura, non di Berlusconi si parla, ma delle attenzioni pedofile che un sacerdote può riservare ai nostri figli. Anche questo va bene a chi si tura il naso? E', infine, un arco di ragioni che dovrebbe interessare soprattutto l'opposizione, sempre che ritorni in sé. Casini dovrebbe dare un senso compiuto alla sua moderazione.

Di Pietro dovrebbe rinunciare a coltivare il disegno del "tanto peggio, tanto meglio". Veltroni, infine, dovrebbe abbandonare il feticcio del dialogo (come se in ballo fosse quello, e soltanto quello) e spiegare alla gente (non sola la sua) quale iniziativa politica, istituzionale, sociale da domani intende muovere per evitare che la sicurezza diventi, per gli italiani meno protetti, un tiro birbone di Iddu.

Non è scritto nei vangeli che una società postideologica debba lasciar cadere un'idea di interesse pubblico o ammutolirsi dinanzi all'"intollerabile".

Daje


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permalink | inviato da f.biro il 26/6/2008 alle 7:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Le pagelle di Giovanni
post pubblicato in Diario, il 23 giugno 2008
Le pagelle di Giovanni.
Le ultime, visto che abbandoniamo l'Europeo 2008 a favore di una Spagna che otre ad umiliarci sul piano economico-politico-sociale ci umilia anche sul campo, insomma era la naturale conseguenza. Ma bando alle ciance ecco le pagelle.
 

BUFFON voto 6,5: E' sempre molto attento e reattivo salvo in un'occasione (il palo) che ci fa ricordare Pagliuca contro il Brasile nella finale dei mondiali americani. Lì finì con una sconfitta ai rigori, dopo uno 0-0 sul campo. Qualche analogia?

ZAMBROTTA voto 6: Parte male, anzi malissimo. Non si propone mai, soffre sulle scorribande spagnole. L'ultima mezz'ora di partita, come anche i supplementari però sono tutto cuore. Più di così ora non può dare.

PANUCCI voto 6,5: La formula spagnola che fa gol a raffica a tutti con noi non funziona, ed è un pò merito anche di Christian, partito esterno in questi europei e poi diventato centrale inamovibile. Sopperisce con l'esperienza qualche piccola incertezza. Negli altri casi c'e' San Chiello.

CHIELLINI voto 7,5:L'uomo-naso è da oggi meglio conosciuto da oggi San Chiello. Sovrannaturale nei recuperi, sempre essenziale e preciso negli anticipi. Il futuro gli strizza l'occhio. Il migliore.

GROSSO voto 7: Anche ieri dimostra di essere uno dei più in forma della compagine azzurra. Fatica come un pazzo a cavalcare la fascia di competenza e alla fine ha anche la forza e il coraggio di presentarsi per primo sul dischetto, realizzando con freddezza.

DE ROSSI voto 6,5: Deve lavorare come un ossesso per tamponare la corrida spagnola. In chiusura è magistrale, meno lucido naturalmente in fase propositiva, ma deve lavorare per 2. Non è un rigorista, ma si prende lo stesso la responsabilità del tiro dagli undici metri, ma il risultato purtroppo non è diverso da Manchester.

AQUILANI voto 5: Doveva essere la risposta a Pirlo, l'uomo che avrebbe dovuto sostituirlo senza farlo rimpiangere. Sempre timido, mai deciso, sempre leggero e poco carismatico. Certo è giovane, e adesso come adesso in nazionale non vale un alluce di Pirlo. Ci rivediamo al mondiale Albertino.

AMBROSINI voto 6: Mr tamponatore dai piedi di zappatore aveva il compito di portare la legna e lavorare sodo per alzare la diga di centrocampo. Fa il suo certo però quando supera la linea mediana è da brividi, e anche quando cerca di dialogare da esterno alto con Cassano. Almeno ci prova.

PERROTTA voto 5: La notte tra il 10 e l'11 settembre di ogni anno a Ponte S. Angelo si dice appaia il fantasma di Beatrice Cenci. Da quest'anno potrebbe portarsi dietro anche il fantasma di Perrotta.

CASSANO voto 6,5: Per la prima mezz'ora pare imprendibile, scatenato, prende subito 2 fallacci che però non costano ammonizioni come contro la Francia (uno è di Senna, che ha menato per 120 minuti restando impunito), poi scodella un cross millimetrico per Toni che colpisce di giustezza ma trova la testa (ma anche il culo) di Marchena. In questa azione c'e' tutto il rammarico del BelPaese. Cala tantissimo col passare dei minuti fino a crollare prima della sostituzione con Camoranesi.

TONI: voto 5: Quattro partite in questo Europeo, 390 minuti. Almeno 10 palle gol nitide: 1 gol (peraltro annullato). Troppo poco per quanto è forte. Ma la colpa non è soltanto sua, ma anche di chi non ha voluto osare un atteggiamento di squadra più offensivo. Che era troppo solo lo hanno visto tutti. Il fatto è che è talmente forte che è uno dei pochi attaccanti che fa reparto da solo. Circolo vizioso.

CAMORANESI voto 6,5: Quando entra lui l'Italia cambia marcia. E' scattante, salta l'uomo, tenta di imbeccare Toni con cross interessanti, ha anche l'azione della partita quando Casillas fa il miracolo di piede. Chissà con lui dall'inizio al posto del fantasma amico della Cenci e magari Pirlo per Aquilani. Ma i "se" e i "ma""......
 



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Beyond the clouds
post pubblicato in Diario, il 22 giugno 2008

Oggi avrei dovuto parlare di A.L.ICe (Assciazione Italiana Lotta all'Ischemia Cerebrale) e del bel congresso organizzato a Reggio Emilia. Avrei dovuto parlare dei dati emersi sulla scarsità delle Stroke Unit (Unità di terapia intensiva dedicate ai pazienti con ictus) nel Meridione con l'intollerabile conseguenza della disugualianza di cure tra nord e sud Italia. Avrei dovuto parlare, anzi urlare, contro il nostro Presidente del Consiglio che tolta la maschera rivesti panni a lui più consoni. Avrei dovuto aggiornarvi sull'assemblea costutuente del Pd che si è tenuta ieri (per info visitate Mario!). Ma non farò nulla di tutto questo, come scriveva RedSilver in un suo recente post.

Oggi parlo di noi ed inizio con questa foto


(da sinistra: Ivo, Andy, Michele, Io)

Oggi abbiamo lasciato lo studio di registrazione in Via Scarabellotto 11, il nostro studio, il Giovanni Cristiani recording studio. Dopo 2 anni e mezzo lasciamo con la convizione di dovere ricominciare da capo, per ritrovarci dapprima come amici e poi come musicisti. Lasciamo con la voglia di non smettere di suonare, di non smettere quello che è una nostra passione, la musica, che volente o nolente ci ha reso diversi, ci ha reso migliori. Rimpiangerla sarebbe troppo da idioti.

Come ha detto Big John (alias Giovannone) cercate di non perdere quella manglia senza la quale nessuna porta può essere aperta....e noi cercheremo di non perderla!
Daje ragazzi, Daje Giovannone.
Beyond the Clouds

Le pagelle di Giovanni
post pubblicato in Diario, il 18 giugno 2008
Quella che non doveva essere una rubrica forse lo sta diventando. Un pò come l'oroscopo di "Branko e le stelle", le "Pagelle di Giovanni" stanno diventantando un must grazie allo spiccato "sense of humor ed obiettività" del nostro iconoclasta opinionista, ma anche grazie al fatto che, in un modo o nell'altro, continuiamo il nostro cammino europeo.
Ecco a voi le pagelle di ieri sera

BUFFON: voto 7,5= Lui è il nostro orgoglio. E'il più forte di tutti i tempi, e le tecniche sessuali della Seredova non paiono avere alcun effetto sulle sue prestazioni in campo. Glaciale, forse anche un pochino frigido.

ZAMBROTTA voto 6,5= mezzo voto in più per l'impegno profuso per tutti i 90 minuti, parte anche molto bene, per il primo quarto d'ora pare di ritrovarlo in forma mondiale, poi si ricorda di essere praticamente a pezzi e si esilia volontariamente dalla partita, per evitare ulteriori figuracce (chiedere a Mutu).

CHIELLINI voto 6,5= non lo vediamo quasi mai, perchè quasi mai è impegnato, ma tutte le volte che lo avvistiamo all'opera non lo vediamo mai rischiare nulla: sempre essenziale. Speriamo non voglia farsi notare nelle prossime partite, stia calmo così come ha fatto ieri.

PANUCCI voto 7= mezzo voto in più anche a lui perchè sfiora il gol con una delle sue sortite offensive da calcio piazzato, poi è tutto cuore e esperienza. Impavido.

GROSSO voto 7= E'incredibile come questo giocatore si trasformi con la maglia della nazionale. Sempre propositivo, talvolta si perde in zona cross ma cavalca la fascia come un novello Varenne. Puntiamo su di lui.

DE ROSSI voto 7= E' il simbolo di quest'Italia, prima messo da parte da Donadoni, poi gettato nella mischia quando tutto sembrava perduto, anche in ossequio a una nazione intera che lo reclamava, ebbene, è lui il trascinatore della squadra. Copre con sapienza la zona calda e non si lascia mai andare a interventi pericolosi, e quando prova a sganciarsi in avanti fa vedere di avere un talento sopraffino, come testimonia il numero del secondo tempo, tunnel più palla portata avanti col tacco che vale la punizione dal limite ed elude la guardia di ben tre galletti. Poi la dea bendata gli fa un regalo che prendiamo e portiamo a casa.

GATTUSO voto 6,5= ci mette la sua proverbiale grinta, forse anche esagerando talvolta, ma la condizione non lo aiuta più di tanto. mezzo voto in più per l'espressione facciale che rivolge al ct al termine delle ostilità. E' l'unico animale feroce che sta bene su un campo di calcio e non allo zoo. Però sarebbe quantomeno stupido e superficiale non notare che starebbe da dio, in uno zoo.

PIRLO voto 7= La sua classe si estrinseca in tre momenti: quando lancia Toni nell'azione del rigore, quando trasforma la massima puniozione con glaciale freddezza, e quando prende la manina deio compagni fino a quando viene ammonito e poi successivamente sostituito. Non ci sarà contro i toreri ma una giornata di riposo ce lo farà tornare pronto e fresco (e dunque utilissimo) per la semifinale.

PERROTTA voto 6= La sufficienza è comunque meritata per il suo lavoro da tappabuchi di centrocampo. Gioca da trequartista ma l'Italia non è la Roma, Donadoni non gioca come Spalletti e dunque il ruolo non gli si addice. Speriamo si accomodi in panca per Aquilani contro gli spagnoli.

CASSANO voto 6,5= Certamente non una delle sue migliori partite, ma prova comunque ad accendere la luce anche se non è ispiratissimo. Però si da da fare soprattutto per i compagni e tenta più volte di far segnare Toni non riuscendoci, peraltro il bomber del Bayern ieri non avrebbe segnato neanche tirando un rigore a porta vuota...

TONI voto 5= Gli capitano sui piedi almeno 5 palloni che chiedono solo di essere buttati dentro, ma lui riesce solo a guadagnare un calcio di rigore. Sbaglia tutto quello che c'e' da sbagliare, ma come torre è micidiale e fa salire sempre la squadra, però deve essere più lucido sottoporta. Fossimo stati già qualificati Donadoni gli avrebbe dato una giornata di riposo, che merita, ma l'importanza della partita lo ha costretto a scendere in campo. Speriamo si rigeneri per domenica con le cure "miracolose" dei medici...

Purtroppo niente voti per i subentrati, anche perchè non tutti sono di nazionalità italiana. Inoltre, poichè qui si parla di calcio e non che so di pesca, scaricatori di porto e anguille, siamo contenti così.

What a turkey!

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permalink | inviato da f.biro il 18/6/2008 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
La musica oggi piange.
post pubblicato in Diario, il 16 giugno 2008
(ANSA) - STOCCOLMA, 16 GIU - Il pianista jazz e compositore svedese Esbjorn Svensson (44 anni) e' morto in un incidente mentre effettuava pesca subacquea. Burkhard Hopper, manager dell'Esbjorn Svensson Trio (e.s.t.), ha detto che Svensson e' morto sabato scorso nell'arcipelago intorno a Stoccolma. Svensson - che lascia la moglie e due figli - era molto noto nei circoli del jazz internazionale, dal Giappone agli Stati Uniti, e in Europa sopratutto in Germania, Francia e Gran Bretagna.

Queste poche e scarne righe ci comunicano che uno dei più grandi pianisti jazz viventi se ne è andato. Personalmente avevo conosciuto la musica di
Esbjorn Svensonn e del suo trio E.S.T. grazie al mio collega neuro-jazzista  Michael Cavallari. Quello che ho scoperto è stato un trio che harinnovato l’immagine che normalmente avevo per un trio jazz. Quello che ho trovato è stato un miscuglio di jazz, Drum&Bass, musica elettronica, funk, rock e pop, tutto condito con lo spirito di responsabile maliconia tipicamente scandinava.
Amore a prima nota. La sua musica rimarrà su tutti due album Viaticum e Tuesday Wonderland
Continua a suonare , noi da quaggiù terremo le orecchie tese. 

Non trovo migliore epitaffio che dedicargli/vi un suo pezzo.



Grande Esbjorn
 

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permalink | inviato da f.biro il 16/6/2008 alle 14:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sunday Sounds Good
post pubblicato in Diario, il 15 giugno 2008
 Daje regiz!




Per la musica di oggi, invece, mi sono alloopato su questo pezzo che non riesco più a deflaggare dai miei pensieri:



New end Original "LukeWarm" (2001):

People always tell me how happy I could be,
I'm never gonna find out.
A house in the burbs and a bitchin' SUV is how I'm never gonna wind up.
I didn't know Lennon or King or Kennedy,
but i know one thing, you gotta know yr enemies.
People always tell me how happy I could be,
I'm never gonna find out.
Better to suffer it than live under it.
I'm never gonna be just fine, no way.
I'm never gonna be that guy,
I'm never gonna be just fine,
but there are times i need you to remind me.
I'm never gonna be that guy.
I'm never gonna be just fine.
I never wann say that my best days are behind me.
I never want to be lukewarm again.
If being frightened means that I'll always be aware,
I'm always gonna be scared.
Everybody's got a way of working out the world,
like E is M and C squared
There's Budda and Hohammed and JC and all them,
and I'm ivri (Baruch ata HaShem).
Everybody's got a way of working out the world,
I'm never gonna find out.
Better to suffer it than to live under it.
I'm never gonna be just fine, no way.
I'm never gonna be that guy,
I'm never gonna be just fine,
but there are times I need you to remind me,
I'm never gonna be just fine.
I never wanna say my best days are behind me.
I never wanna be lukewarm again
there is a summer, its all the time, for every one of us

Buona Domenica.


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Le pagelle di Giovanni
post pubblicato in Diario, il 14 giugno 2008

Che non è una nuova rubrica, ma sono le pagelle che il nosro amico Giovanni Di Mattia ci ha mandato questa mattina via-mail:


BUFFON: 9 - Il voto è pieno e meritato. Sempre presente e attento nell'arco dei 90 minuti. per fargli gol serve il tiro perfetto, e poi è grazie a lui se ancora speriamo di passare il turno. Saracinesca.

ZAMBROTTA: 5 - La cazzata sul gol rumeno è da 4, prende un voto in più perchè dopo la cappellata si da da fare anche se non è chiaramente in condizione. Fa rimpiangere quello del mondiale. Spaesato.

PANUCCI: 6,5 Insieme a Chiellini tenta di porre argini alle folate rumene, non sempre impeccabile nel primo tempo, cresce col passare dei minuti a dispetto della sua età e segna anche il gol speranza. Esperto.

CHIELLINI: 6 Esordisce a questi europei e fa sicuramente meglio di Barzagli e Materazzi. Puntiamo su di lui.

GROSSO: 7 La condizione c'e', le folate offensive pure; la conclusione non è mai stata il suo forte ma non possiamo chiedere onestamente di più.

DE ROSSI 6 Parte benino ma poi sembra quasi intimidirsi. Offuscato da Pirlo gerarchicamente a lui sovraordinato, si limita al compitino. Deve fare di più, anche se forse pesa il fatto di non considerarsi tiitolare inamovibile.

PIRLO: 5,5 Non ci sono nè condizione nè idee. Spurio.

PERROTTA: 5 Io non l'ho mai visto, anzi una volta si, quando incespica sul pallone a 2 metri dalla linea di porta. Confusionario.

CAMORANESI 5 Vattene pescivendolo argentino.

DEL PIERO 5,5 Insufficiente e irritante a tratti, dalla sua impegno e esperienza ma nulla di più.

TONI 6,5 A volte pare predicare nel deserto, avrebbe anche segnato ma il gol è annullato per colpa di del Piero che non si è fatto i cazzi suoi.


What a turkey!


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Italia-Romania
post pubblicato in Diario, il 13 giugno 2008
 

Di nuovo alla ribalta torna la questione Rumena.
Questa volta, solo questa volta, non sono ammessi errori:
TOLLERANZA ZERO!
Ore18, e che San Peroni ci assista.



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