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Francesco Biraschi, a modern life.
La ricerca della costante
post pubblicato in Diario, il 28 gennaio 2010
Stavolta è con vero piacere che vi esorto ad andare in libreria.
Oggi è in uscita "La ricerca della costante" di Mario Adinolfi, il primo romanzo italiano sul poker (editore AlibertiCastelvecchi). Nel libro non solo poker, ma anche predestinazione, libertà e Dio.
Mario ci ha abituato in questi anni a tante attività, interessi, battaglie ad alcune delle quali ho partecipato convintamente in prima persona. Non è mai stato un esercizio inutile. Ma a prescindere dalla natura dell'attività, sia essa politica o pokeristica, devo ammettere che ho sempre riscontrato una grande passione alla base di tutto. Una passione esagerata, trascinante, ma soprattutto libera e sincera e questo fa di Mario una delle poche persone che conosco che non smettono mai di lottare qualsiasi sia il campo della battaglia. Esempio! Anche stavolta ennesima sfida, complimenti ed in bocca al lupo!
Io l'ho già preso ed ho finito le copie all'Arion di Testaccio, quindi provate in altre librerie nei prossimi giorni. Qui di seguito un passo estratto

L’ORGOGLIO DEL POKERISTA
Da “La ricerca della costante” di Mario Adinolfi (Aliberti&Castelvecchi, in libreria)
 
Adorato figlio mio di cui ancora non immagino neanche il nome, ti chiederai tra qualche anno che razza di padre ti abbia messo al mondo. E allora mi presento, in maniera che tu sappia bene chi sono e possa regolarti di conseguenza. Io sono una persona nata in mezzo al caos. Il tempo in cui sia a me che a te è stato concesso di vivere è un tempo dove ogni riferimento si è perso. Non c'è il vero e non c'è il falso, non c'è il giusto e non c'è l'ingiusto, non c'è il bello e non c'è il brutto. C'è il caso che regola tutto e allora ognuno deve essere fabbro della sua fortuna, utilizzando materiali di risulta. Vorrei darti una lezione paterna tutta incardinata sui valori e sul bene, ma sono parole senza senso. Esiste una sola dote che dovrai salvaguardare, per essere comunque un uomo degno: è la tua libertà. Sappi fin d'ora che l'incrocio tra la necessità di tutelare la tua libertà e l'ordine caotico delle cose genererà un conflitto permanente che sarà difficile dominare. 
 
Per questo avrai bisogno di esercitarti. E l'unico esercizio non inutile è quello di provare a battere il caos attraverso la tua libertà. Ci sono molti modi per praticare questo esercizio, decisivo per la dignità di qualsiasi persona. Uno di questi modi è il poker e, figlio mio, te lo insegnerò fin da piccolo. Vedi, quando il dealer mescola le carte prima di darle coperte a ciascuno di noi giocatori, compie un'azione che non è esagerato definire metafora divina. Come Dio, il dealer mescola e consegna a ciascuno non solo la propria condizione, la propria identità, assegnando a chi due carte fortissime, a chi mediocri, a chi oggettivamente deboli. No, non è solo questo. Come ogni atto divino, che è ingiusto per natura perché regolato da una razionalità non percepibile e dunque sostanzialmente inesistente, anche quello del dealer è un atto che contiene anche un destino. Se avrò ricevuto due assi sarò certamente avvantaggiato rispetto a chi ha avuto in dote un due e un sette di colore diverso. In più nella mescolata del dealer è già contenuto l'andamento della partita: flop, turn e river sono già scritti, nessuno può modificarli, sono saldi nelle mani di chi dà le carte con le sorti già decise prima che le metta sul tavolo. Insomma, tutto sembrerebbe inutile davanti a questo somma ingiustizia divina: siamo predestinati, chi alla vittoria, chi alla sconfitta, chi alla salvezza, chi alla perdizione. Come si può intervenire per strappare il destino di ciascuno all'ineluttabile? Non converrebbe a questo punto essere fatalisti? 
 
No, figlio mio. Non conviene. Non bisogna mai essere fatalisti. Certo, non puoi strappare il mazzo dalla mano del dealer, non può aggiustare le carte affinché si incastri la scala reale che hai sempre sognato, anzi, non conviene mai sognare. Conviene sapere però che nulla può essere scritto senza il nostro operare, senza che agisca il nostro libero arbirtrio. Siamo noi che scegliamo, quando le due carte ci sono state assegnate, se e come giocarle. Siamo noi a compiere la scelta decisiva. Sempre noi. Una mano di poker ti insegna l'importanza della nostra libertà anche davanti al destino già scritto dal caos o da Dio, che poi sono la stessa cosa. 
 
Ecco, dominare questo caos, provare a dargli un ordine razionale in un tempo in cui sembra impossibile farlo, valutare quanto forte sia l'impronta che ciascuno di noi dà al proprio destino, battere il fatalismo, provare a ribaltare una condizione in cui c'è chi parte da una mano iniziale fortissima tentando di far prevalere con l'astuzia quella più debole, oppure mettere a massimo frutto due carte forti che il caso ci ha voluto assegnare, ecco tutto questo è la straordinaria libertà del pokerista, che è sempre alla ricerca della costante e la individua non nel saper come giocare una mano marginale fuori posizione, ma nel non sottomettersi alla condanna della casualità. Con quelle due carte in mano ci sentiamo pienamente uomini e apprendiamo il modo di esserlo anche lontano dal tavolo, figlio mio. Tuo padre è un pokerista. Un uomo così, insomma. 
 
Un uomo che prova a non rassegnarsi all'idea che le carte siano assegnate, il mazzo già mescolato, i destini di ciascuno già scritti. E' un uomo che gioca, rilancia, bluffa, può persino mentire e tutto per dire al caos che no, non l'ha avuta vinta. Che la sua mano non la decide il caso, ma lui stesso e, vincitore o sconfitto, a lui stesso andranno rivolti complimenti o rampogne. Questa è, in sintesi, la libertà di cui devi andare a caccia, figlio mio. Libertà dall'idea che siano altri o altro a decidere. Decidi tu. Fallo con consapevolezza e raziocinio, affidanti all'intuizione o seguendo l'istinto, ma comunque fallo tu. 
 
E' tutto quello che ci resta, in mezzo a questa tempesta senza ragione. La tua stella polare, la tua guida, la tua costante è solo la tua libertà. Il resto è accidente, il resto capita. Ma solo tu decidi e solo tu saprai quando andare all in, quando giocarti tutto e tutto davvero. E penserai che ad essere decisivo sarà l'esito di quella giocata. E invece ad essere decisiva è la libertà che avrai conservato per poter compiere quel gesto. Le carte che scendono sul tavolo, alla fine, sono solo un particolare.

....che dire...Giù il cappello!
Daje


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Con Dario Franceschini
post pubblicato in Diario, il 24 luglio 2009
Ieri una giornata convulsa per quanto riguarda la nostra passione politica all'interno del Partito Democratico. Iniziava verso le 7.30 con una partecipazione scoppietante dell'Adinolfi ad Omnibus su La 7 (e qui vi posto il finale)


Proseguiva con l'intervista di Franceschini a Repubblica tv in cui si esortava l'amico Adinolfi di unirsi alla squadra di Dario in vista delle Primarie (eccovi il link, minuto 14:00)



In serata la notizia. Grazie ad una conferenza stampa congiunta: Mario ritira la sua candidatura accettando l'invito di Dario, si unisce alla squadra (eccovi la conferenza stampa da YouDem TV)


Questa la cronistoria.
Oltre i fatti ci sono le riflessioni dovute. 
Era già in testa ad alcuni di noi questa possibilità, tanto da aprire, e ricordo bene, un bel dibattito inter nos prima della candidatura in solitaria di Mario. Una scelta coraggiosa, ma ad oggi, col senno del poi, forse la scelta più giusta politicamente parlando. Con Franceschini si condivide una piattaforma ampia con comuni valori e con una comune idea di nuovo Partito Democratico per cui questo passaggio ora sembra un passaggio naturale quasi fisiologigico. Tuttavia chi conosce l'operato di Geerazione U in questi anni, non può fare a meno di notare un cambiamento. Una svolta e cioè l'abbandono di una linea caratterizzante, quella del "duri e puri" a tutti i costi. Stavolta è prevalsa una linea che si può sintetizzare in una battuta che copio dal blog di Marco De Amicis e cioè: 
"Nella vita bisogna avere le palle ed andare contro i mulini a vento....
è una vita che andiamo contro i mulini vento!!!"
Oltre la battuta che comunque coglie in pieno lo stato d'animo, voglio aggiungere una mia riflessione. In questi anni di pseudo-politica ho imparato a conoscere la bontà delle persone di GU, la bontà del progetto e la fiducia che ne deriva mi fa dire che anche questa volta non sarà un esercizio inutile.

Come sempre Daje
Finalmente
post pubblicato in Diario, il 10 luglio 2009

Si perchè dopo tre settimane consecutive a lavorare duerante i weelend mi ritrovo con tre giorni filati senza turni, guardie e smadonnamenti vari.

Non mi sembra vero, ma forse a parlare più della mia incredulità è il colore verdiccio tutt'altro che salubre verso cui stavo scivolando.

Quindi il programma prevede partenza "quando ci si sveglia" verso Capalbioland scalo e qui finisce il programma. Tutto il resto non è previsto nè prevedibile, altrimenti che relax sarebbe!!!

Nel frattempo come ultimo pensiero della settimana prima di switchare off, ricordo la battaglia all'interno il PD per sostenere la mozione di Mario Adinolfi in sede congressuale.  Battaglia più che necessaria e vitale, unica strada percorribile per un PD che rinasca dalle proprie radici e possa essere credibile.
Leggete la mozione e poi ditemi se qualcun'altro dei candidati ha presentato una mozione del genere o se ha quantomeno accennato al suo programma. Evidentemente no. Un programma, una faccia, il confronto insomma come dovrebbe essere nelle migliori democrazie, qui ci proviamo.

Mi spengo, per il momento
A lunedi!


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Leggete!
post pubblicato in Diario, il 22 giugno 2009
Alla fine di questo interminabile Fuckin' Monday faccio un salto sul blog di Mario, leggo la sua analisi politica e non mi rimane altro che dire CHAPEAU!

Toni e Iaquinta, Veltroni e D'Alema

E ora sotto con il resto della settimana.

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Il Piddì ora
post pubblicato in Diario, il 21 dicembre 2008

Giorni cupi per il Partito Democratico.
Gli arresti, la questione morale, le autorizzazioni a procedere negate, gli appalti e le mazzette tutto si scatena senza pietà sul PD. La reazione che ci saremmo attesi dalla direzione nazionale, riunitasi venerdi scorso, la immaginavamo diversa. La immaginavamo dura, senza mezze misure pronta a spianare un corso nuovo. Ma nulla, quello che ne è venuto fuori è un difesa di un establishment ormai arrivato al capolinea politico e forse anche morale. I giornali hanno riportato gli interventi di Valter di Massimo, di Follini, di Cacciari, di Chiamparino, ma nessuno se non Luca Telese sul Giornale ha riportato una mozione, prontamente bocciata dalla direzione, di quelli che sono stati definiti i giovani leoni del Pd e cioè:

Mario Adinolfi, Giovanni Bachelet, Olga Bertolino, Cristina Comencini, Pier Giorgio Gawronski, Teresa Marzocchi, Nando Dalla Chiesa, Giulio Santagata, Martina Simonini, Luca Sofri

Ve la riporto integralemente dal blog di Mario, per dimostrarvi che un altro Pd c'è, è attivo ed è, forse, l'unica cosa che si salva e da cui bisogna ripartire.

Un momento difficile per il Partito Democratico e per il suo progetto. Le sue difficoltà si riassumono nella distanza fra le intenzioni di rinnovamento, democrazia, partecipazione alla base del progetto originario ed effettiva costruzione del partito dalle primarie del 2007 ad oggi. Chiediamo che oggi il PD riparta da quelle intenzioni, offrendo ai propri elettori garanzie capaci di ricostruire un rapporto fortemente compromesso: le persone affezionate alle sorti della sinistra in Italia si sentono travolte e spaesate e percepiscono come sempre piú ampia la distanza tra fiducia accordata un anno fa e immagine attuale del partito: apatico, inefficace, governato da egoismi e dissensi personali e di corrente. Non è questo il PD per il quale hanno votato, non è quello che doveva e deve essere. Il PD non deve essere un cappello di rinnovamento appoggiato su strutture, meccanismi e politiche ereditate da altri partiti, altre storie, altri tempi. Non deve essere un organismo ancora centralista e sempre meno democratico. Non deve essere la ripetizione di schemi anacronistici e perdenti. Se oggi c’è una questione morale nel PD, è quella di far bene, democraticamente, una politica di sinistra, raccogliendo il consenso degli elettori grazie a un progetto efficace e vincente: è la cattiva politica ad alimentare la corruzione, è quella buona a tenerla lontana. Per queste ragioni

Chiediamo una discussione sullattuale governo del partito, attualmente affidato a due soli organismi (coordinamento e governo ombra) integralmente nominati dal segretario, però sulla base di spartizioni ed equilibri correntizi.

Chiediamo che sia rivalutata e utilizzata lassemblea; e che eventuali modifiche allo statuto siano comunque discusse solo attraverso lassemblea.

Chiediamo la democrazia interna, lorganizzazione e lavviamento di strutture intermedie e territoriali. Chiediamo, cioè, che siano rispettati statuto e codice etico del PD, spesso violati o ignorati: organi (come questo) convocati senza ordine del giorno, in orari spesso insostenibili; conflitti dinteresse piccoli e grandi.

Chiediamo che sulla prossima scadenza elettorale –le europee– la volontà di rinnovamento e di costruzione di una nuova classe dirigente passi attraverso due scelte chiare e visibili:

? Mantenere le preferenze, rifiutando qualunque modifica allattuale legge elettorale tale da limitare la scelta dei candidati da parte dei cittadini.

? Evitare pensionamenti eccellenti selezionando candidati giovani sulla base di competenze e capacità da mettere alla prova della politica europea.

Chiediamo che il PD resti fedele alla scelta delle primarie, che rinneghi le sventate marce indietro delle ultime settimane, garantendo forza e legittimazione popolare ai propri leader e candidati. In nome di questa legittimazione chiediamo a Walter Veltroni che trovino in lui condivisione e garanzia le nostre richieste, comuni ai molti che in questi mesi hanno cercato invano di riconoscere nell
immagine pubblica del PD e nelle sue scelte il progetto in cui hanno creduto e tuttora vogliono credere.

Si ricomncia da qui!


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permalink | inviato da f.biro il 21/12/2008 alle 16:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Uè ma qui la strada è sempre in salita?!?
post pubblicato in Diario, il 3 settembre 2008
Mi viene da dirla un pò alla Massimo Boldi dei migliori tempi questa frase:
"Uè ma qui la strada è sempre in salita"

Si perchè già si rientra dalle vacanze e tornare immediatamente a regime dopo aver vissuto  posti e situazioni lontani anni luce dalla routinaria routine è di per se difficile. Per di più se ci aggiungi che al tuo ritorno trovi:
- Alitalia ed il piano di risanamento: la dividono in una best company (le società in positivo che verrano acquistate dai soliti 4 imprenditori italiani con l'appoggio delle banche per poi rivenderla tra 3-4 anni e fare un pacco di soldi), ed 8una bad company (costituita dalle socientà in passivo che rimarranno sotto controllo statale, cioè pagherà il contribuente). Arrivati poi a questo punto non si potrà che accettare questo piano per evitare 20000 esuberi.....Che dire manco...il Sig Burns.
- Un gregge di animali con le sciarpe del naploi al collo che devastano un treno e fanno scorribande alla stazione Termini con i turisti che si chiedono che razza di Paese siano capitati.
- Il Mario, punto di riferimento di Generazione U e noto rompiscatole all'interno del Pd, sta pensando se partecipare ad un reality. Per carità non ho nè esperienza nè lungimiranza politica e Mario è l'unica persona di cui mi fido davvero all'interno del Pd, ma in tutta onestà sto facendo difficoltà a mandar giù questa notizia.
- Dulcin in fundo il lavoro......il lavoro che prosegue sul binomio perfetto: futuro incerto e sbattimenti a non finire.

Alla fine mi viene il dubbio, ma la strada sarà sempre in salita?!?
Dopo tutto, riflettendoci bene, non è un problema perchè,  proprio quest'estate, ho scoperto che mi piace andare in salita. Si fdatica di più, si, e si rischia anche qualcosimna, ma vuoi mettere il panorama e le soddisfazioni.



Daje allora co' sta salita!


Continua lo sgomento
post pubblicato in Diario, il 5 luglio 2008

Continua lo sgomento sul nostro Paese e la sua situazione.
Il capitolo intercettazioni: il nostro Premier Berlusconi non vuole che vengano pubblicate alcune intercettazioni già in mano ad alcuni giornali ed in cambio della non pubblicazione evita anche di andare a Matrix. Nell'ologarchia si sa bene di cosa si tratta (addirittura Libero qualche giorno fa titolava in prima
"Il guaio è la gnocca"), ma a noi poveracci arrivano indiscrezioni e sembra che si tratti di prestazioni hard in cambio di posti di potere addirittura di Ministro della repubblica. Certo non siamo negli States dove uno sex scandal ha messo in crisi Clinton, anzi forse qui da noi sarebbe considerato molto macho nominare Ministra chi porti a letto, ma il punto non è che Berlusconi sia un Magnaccia. Il punto è che la gente deve sapere. Deve sapere chi ha davanti e a chi sta per delegare il proprio fututo se a un Pappone oppure un Usuraio.  Potrà scegliere poi in completa libertà.

Le parole al vetriolo dal
blog di Mario con la relativa intervista per Radio Radicale hanno riacceso la rabbia per questa oligarchia che si cementa dietro un muro di "fango e merda", lontana anni luce da una realtà che oramai non alberga più nemmeno nei loro peggiori incubi. 

Con questo caldo e facilissimo pendere fuoco ci è riuscito anche mio fratello Paolone di vedute politiche più pacate.

Continua lo sgomento, ancora per quanto?

Forza, per un nuovo PD
post pubblicato in Diario, il 31 maggio 2008

Eccoci in moto verso il 7 Giugno oredodici Piazza Montecitorio.

Sana concretezza di intenti espressa in tre punti estrapolati dal blog di
Mario:

1. Il Partito democratico ha perso le elezioni, la sua dirigenza ha accelerato il percorso verso lo showdown delle urne rivitalizzando un Berlusconi alla frutta: sia l'accelerazione che la sconfitta, con l'aggravante pesante del tracollo romano, ricadono come responsabilità politica sul gruppo che ha guidato il Pd. Come dicemmo già il 6 maggio 2006 facendo eco ad altri, con questi dirigenti non vinceremo mai. Noi vogliamo un nuovo Pd, che faccia marciare le idee nuove su gambe nuove adeguate, sul modello del New Labour blairiano, che riportò al successo il centrosinistra britannico pensionando un personale politico inadeguato ai tempi e con radici indigeste a giovani e ceti moderati.

2. Il rinnovamento, non solo generazionale, promesso da questo gruppo dirigente è stato insufficiente e costruito con il meccanismo della cooptazione pura, provocando risultati grotteschi. Noi siamo contrari a ogni percorso cooptativo e ci impegniamo a valutare la nostra forza solo nel confronto democratico e nel conflitto delle idee che genera consenso. Non ci interessa compiacere alcuno dei potenti attuali del Pd, abbiamo delle idee diverse sul rinnovamento e le faremo valere nelle sedi proprie. Chiediamo, ovviamente, regole certe e aperte per il confronto vero e non basato sui soliti pacchetti di tessere dei capibastone. Chiediamo democrazia diretta, siamo direttisti.

3. Siamo nettamente contrari al neoconsociativismo con Berlusconi e con le destre, pensiamo che il Pd debba concentrarsi sulla creazione di una propria identità ideale, valoriale, programmatica, cogliendo la grande occasione dell'opposizione per andare in battaglia con qualche libro in mano. Riteniamo che liberalizzazioni vere, investimenti in ricerca e opposizione, tutela dei diritti del lavoratore precario, lotta contro ogni discriminazione, denuncia della creazione di un clima di paura, riforme istituzionali per garantire più e non meno democrazia, siano un territorio dove caratterizzare le ragioni di esistenza del Partito democratico, senza cercare una legittimazione da Berlusconi che avrà come corollario ulteriormente negativo di consegnarci a una sconfitta elettorale certa e potenzialmente fatale per l'esistenza stessa del Pd tra un anno alle europee.

Per questi tre semplici motivi il 7 giugno ci incontreremo per avviare la creazione di una nuova classe dirigente, di un'alternativa possibile per un nuovo Pd. Porteremo le idee elaborate a piazza Montecitorio all'assemblea costituente del 20 e 21 giugno, le preciseremo nel contrasto e nel dialogo con le idee altrui, ma a chi pensa a ennesime operazioni di finto rinnovamento calate dall'alto e gradite al Loft (penso alla solita operazione dei Mille che si affidano di nuovo a Giovanna Melandri, ma che davvero, ma allora non volete capire?) opporremo un rifiuto ancora più forte di quelli del passato: l'alternativa si costruisce nella lotta politica, facendo maratona e non prendendo l'autobus. E' più faticoso? Sì, forse. Ma è l'unico modo.

Forza, il futuro c'è.


Io ho già preaparato il mio pettorale ed aspetto solo lo starter.

Forza, il rinnovamento passa dalla partecipazione!


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Elezione 2008 -6
post pubblicato in Diario, il 7 aprile 2008

Prosegue il countdown verso l'election day.

Sarà la febbre del voto, sarà la fibrillazione degli ultimi giorni, sarà che i partiti iniziano ad avere letteralmente paura di perdere, ma sta di fatto che i politici iniziano a dare i numeri: vedasi emiplegici che promettono di imbracciare fucili ed altri che temono che gli italiani non siano in grado di mettere una croce su casella. Ma questa è la solita farsa politica italiana.

Parlando di cose serie siamo alla stretta finale, questa sera consiglio per chi è interessato, quello che promette essere un bel confronto tra Mario Adinolfi e Giorgia Meloni su Nessuno TV (canale 890 di Sky) ore 21.
Poi domani ore 18 riunione pre-elettorale di Generazione U.

Un consiglio spassionato....PARTECIPARE!

Avanti con le proposte
post pubblicato in Diario, il 14 marzo 2008

Cosa farebbe un blogger in Parlamento?

Ecco cosa farebbe. 10 punti per iniziare comparsi oggi sul blog di Mario e considerato che appoggio in pieno la sua candidatura con tutta GU, mi pare il minimo portarli a conoscenza di tutti.

1. Impegnerò il mio ruolo di parlamentare per portare l'investimento italiano in ricerca alla quota minima del 2% sul Pil (attualmente siamo sotto l'1%).

2. Impegnerò il mio ruolo di parlamentare per impedire qualsiasi aumento dei contributi previdenziali a carico dei precari (attualmente portato a uno scandaloso 26%, peraltro per la stragrande maggioranza casi inutile a costruire alcuna significativa pensione).

3. Impegnerò il mio ruolo di parlamentare per far approvare una legge sulle politiche abitative per le coppie under 40, con accesso a un mutuo a tasso agevolato che favorisca la formazione di nuove famiglie.

4. Impegnerò il mio ruolo di parlamentare per abbattere le barriere d'accesso alle libere professioni.

5. Impegnerò il mio ruolo di parlamentare per abolire il valore legale del titolo di studio.

6. Impegnerò il mio ruolo di parlamentare per rivalutare in modo significativo le borse dei ricercatori, svincolandoli dai rapporti con il baronato universitario e costruendo un rapporto più integrato con il mondo delle imprese.

7. Impegnerò il mio ruolo di parlamentare per abolire la legge Urbani e liberalizzare il peer to peer con finalità non lucrative.

8. Impegnerò il mio ruolo di parlamentare, sulla scia del recente decreto Bersani in materia, per liberalizzare gli skill games (tra cui il texas hold'em) non solo nella versione on line, ma anche nella versione live.

9. Impegnerò il mio ruolo di parlamentare per far cadere le barriere che, vietando l'accesso ai siti di betting con un metodo già condannato dall'Unione europea, consegnano al monopolio statale la gestione di giochi come Lotto, Gratta e Vinci, Superenalotto, videopoker e videoslot che sono veri e propri salassi che prelevano dalla tasche della povera gente 28 miliardi di euro l'anno.

10. Impegnerò il mio ruolo di parlamentare per una riforma istituzionale complessiva che ricalchi l'idea di Roberto Ruffilli del "cittadino arbitro", introducendo gli elementi di democrazia diretta necessari a togliere alle oligarchie il dominio sulla politica, a partire da una legge sulle elezioni primarie che le renda obbligatorie per i partiti e le regoli nei dettagli, sul modello americano.

Aggiungo, di non dimenticare il 100.2.0.
3 numeri per un programma:

100 è la quota che consideriamo credibile per sostenere il sistema pensionistico e non avviare la generazione dei nati negli Anni Settanta e Ottanta a pensioni da fame.
2 è la percentuale del Pil italiano che vogliamo sia investita in ricerca scientifica, da subito.
0 interessi sui mutui per le giovani coppie che acquistano la prima casa.

Questo è il metodo direttista e il tuo?!


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permalink | inviato da f.biro il 14/3/2008 alle 19:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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