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Francesco Biraschi, a modern life.
Un post di getto!
post pubblicato in Diario, il 10 dicembre 2009
Un giovedi triste per la libertà, per il Paese Italia e per una democrazia degna di questo nome.

La negazione dell'autorizzazione a procedere della Camera nei confronti di Cosentino archivia di fatto le indagini e le richieste di arresto per il sottosegratario del PDL indagato per collusione con il clan dei Casalesi. Le riflessioni che ne conseguono sono amare. Rispecchiano in tutto e per tutto l'evidente ineguaglianza tra i cittadini, dove un Parlamentare per essere arrestato deve avere l'assenso di una commissione di colleghi. Non fa strano che la commissione parlamentare per le autorizzazioni a procedere abbia dato l'ok solo in tre casi su non so quante richieste. A questo punto non mi si venga a parlare di reintroduzione dell'immunità parlamentare. Non ha senso, già c'è!

E poi a ingrigire il gioevdi è quel maniaco di Mr Berlusconi. In un'assise europea, l'occasione era la riunione del partito popolare europeo, di fronte a colleghi del calibro della Merkel e di Barroso, se ne esce con diachiarazioni farneticanti che gettano nello scompiglio le istituzioni italiane. Attacca la Consulta dove ci sarebbero 11 membri di sinistra che su consiglio del "partito dei giudici di sinistra" bocciano tutte le leggi del parlamento eletto dal popolo. Vaneggia su Presidenti della Repubblica di sinistra che intralciano la strada del Governo. Promette cambiamenti della Costituzione a spron battuto asserendo che gli italiani sono con lui e dove lo ritoverebbero un così, con le palle (parole sue). Beh fa male, fa tanto male, vedere che il Paese è in mano ad un pazzo e che non ci si renda conto di certi toni, di certi attacchi alla costituzione che ricordano "i tempi andati".

Infine il ricordo dei 2200 morti e dei 700 ammalati di mesotelioma pleurico senza scampo. I numeri del processo alla Eternit, fabbrica di amianto che ha seminato morte, dolore e sofferenza ad un'intera comunità, quella di Casale Monferrato. Non c'è famiglia di Casale che non pianga un congiunto deceduto per mesotelioma pleurico (tumore incurabile direttamente correlato all'esposizione alle fibre di amianto) e oggi si è aperto il processo nei confronti dei vertici della Società. Che almeno stavolta la giustizia ridia dignità a chi non c'è più.

Nonostante tutto mai disperare!
Daje

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permalink | inviato da f.biro il 10/12/2009 alle 19:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Analisi e sfoghi
post pubblicato in Diario, il 10 giugno 2009
Le analisi politiche riguardo le elezioni europee/comunali imperversano da due giorni su tutte le televisioni ed in tutte le salse. I dati come li girate sono sempre quelli e cioè:

Nonostante i sorrisi di circostanza Berlusconi perde la sua scommessa, non le elezioni, e cioè di diventare l'imperatore del paese. Perde un 3% di voti e si ritrova a fare i conti con il successone della Lega che già ha iniziato a battere cassa, vedi la marcia indietro del Premier sul referendum.

Di Pietro raddoppia i voti intercettando i voti di protesta ed antiberlusconiani in sensu strictu. Come dice Mario dal suo blog, ricorderà questo 8% come il risultato migliore della sua storia politica.

Le sinistre non raggiungono separate il quorum del 4%. Oltre alcuni spunti interessanti in Sinistra e libertà di Vendola gli altri rimangono attestati su posizioni troppo anacronistiche per un percorso progressista nel XXI secolo. 

Il Centro tiene botta incrementando di un punto percentuale e già si montano la testa di poter fare l'ago della bilancia.

Per quanto ci riguarda, il PD perde le elezioni. Lasciando per strada circa il 5% rispetto le politiche dello scorso anno, paga ancora tutta la confusione delle lotte intestine. L'incapacità di una classe dirigente miope ed arroccata si fa ancora più manifesta nel crollo sul territorio a livello comunale-regionale. Franceschini a mio avviso non poteva fare di meglio, ma come ci si può accontentare?!
Direi che non ci si può più accontentare. La via per il futuro del PD è indicata dal  successo della Serracchiani nel Nord-Est, dall'esperienza di Matteo Renzi a Firenze che va al ballottaggio, dalla forza, che va ritrovata dopo la sconfitta, di Scalfarotto e non da ultimo, dall'iniziativa che stiamo preparando insieme a Mario Adinolfi: ISCRITTI PROTAGONISTI (presto maggiori informazioni).

La via da seguire è questa per tenere in vita un progetto, quello del Pd, in cui nonostante tutto credo ancora, nonostante la sconfitta.

Per il momento buonanotte.

Da domani qualche giorno di riposo, giovedi parto per dare sfogo ad un sogno di molti motosiclisti: insieme a migliori amici bikers volo all'Isola di Man per assistere al Tourist Trophy

  

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permalink | inviato da f.biro il 10/6/2009 alle 0:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Di male in peggio
post pubblicato in Diario, il 5 maggio 2009
La questione del divorzio del nostro Premier la si può considerare privata sino a quando la ormai "ex first lady" non pronuncia frasi che esplicano il seguente concetto e cioè che è sconcertante che il metodo da 'ciarpame politico' non faccia scandalo, che quasi nessuno si stupisca, che 'per una strana alchimia il paese tutto conceda e tutto giustifichi al suo imperatore.
In questo istante si travasa dalla dimensione privata a quella pubblica politica e lo si fa a mio vedere in maniera violenta, dirompente, quasi senza appello. Sia perchè si tocca un nervo scoperto, quello della deriva morale e politica in cui versiamo e di cui il Premier incarna l'esempio culminante, sia perchè sottolinea la condizione di indifferente anestesia del Paese ormai prono e disilluso. Senza poter dimenticare che queste parole non vengono da qualche esponente dell'opposizione ma dalla persona che negli ultimi 30 anni è (o in teoria sarebbe dovuta essere) la persona più umanamente vicina all'imperatore. Ma vi potete immaginare cosa sarebbe successo negli USA se una Michelle Obama se ne fosse uscita i questi termini?!? Oppure se d'oltralpe una Carla Bruni avesse definito Sarkosy "una persona che non sta bene"!?!? La crisi politica sarebbe stato il passo successivo. 
Da noi, invece, si mandano in giro foto dalla dubbia veridicità che dovrebbero disimpegare Berlusconi dall'imbarazzo coniugale e pre-elettorale.
  
Non si può far finta di nulla e tanto meno relegare la vicenda ad una questione privata. E' una questione politica e come tale, in un paese normale, necessiterebbe avere delle conseguenze politiche rilevanti soprattutto in vista di elezioni, ma questo paese ci ha abituati a strane eccezioni e venefiche alchimie. Purtroppo. Pare di male in peggio.

Intanto una buona notizia: un bentornato sulla rete a Red, che dalle sue colonne traccia un bel bilancio del weekend appena passato.

Daje

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permalink | inviato da f.biro il 5/5/2009 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Obama e l'effetto paradosso
post pubblicato in Diario, il 16 novembre 2008

Un intenssima attività di Reparto mi tiene lontano dalla blogosfera e non è un caso che solo oggi, durante la gurdia di 24 ore, trovo una mezzoretta da dedicare al mio RiodejaNeuro.
Il lavoro da un lato sicuramente mi ha limitato, ma dell'altro non nascondo che a giorni di distanza dalla mitica elezione di Obama è come se si fosse verificato un effetto paradosso.
La splendida vittoria di un idea, la concretizzazione di sogni andati avanti centinaia di anni, la realizzazione del sogno americano nella sua forma più classica: una chance per chiunque si impegni davvero. Poi il discorso di Chicago ed un Presidente che va oltre le divisioni fra Repubblicani e Democratici, bianchi o neri, gay o etero perchè sono tutti uguali, perchè sono tutti americani. Insomma un altissimo momento democratico.
Tutti i democratici del mondo hanno guardato con speranza a quei giorni di inizio novembre, anche noi italiani, ma dopo la sbornia iniziale, tornando a vedere il nostro scenario, lo sconforto si è fatto ancora più grande di quanto non fosse prima di Obama. Noi non abbiamo un Obama, noi non siamo gli USA, non siamo un paese unito, nonsiamo un paese che ha voglia e che può contare su una fortissima unità per rialzarsi. Accorgersi che il cambiamento è possibile, che davvero le persone possono cambiare la Storia, ma non nel tuo Paese, rende il tutto ancora più frustrante. Quindi effetto Obama paradosso.
Nel tuo pease hai avuto la sfortuna di avere Berlusconi al timone della nave alla deriva, con la chiglia sfaciata nel momento della tempesta. Una bella sfiga. 
Ma non si può smettere di lottare e di sperare.
Daje


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permalink | inviato da f.biro il 16/11/2008 alle 17:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Un errore
post pubblicato in Diario, il 22 ottobre 2008

La protesta incalza. Le occupazioni incalzano. Per quanto mi compete so che giustamente la protesta incalza nel mondo universitario per lo scenario che si sta configurando, purtoppo già da molti anni.
Invece di investire nella ricerca, stanziando fondi che andrebbero ad assicurare al Paese uno sviluppo tecnologico e di conseguenza economico, si taglia. Per carità ben vengano i tagli su spese superflue e fuoriluogo, ma qui il problema è che non si investe. Non si investe nella ricerca, non si investe nel futuro, non si investe nelle nuove tecnologie il cui sviluppo, fra l'altro, andrebbe a supportare una crescita economica eco-sostenibile. Sul futuro sembra non esistere la comprensione che la rinascita del Paese passa unicamente attraverso questo cambiamento di mentalità, andando ad innescare qul circolo circolo virtuoso che Tito Boeri reclamava a gran voce nel suo libro "Contro i Giovani", quel circolo virtuoso che risolverebbe non pochi degli attuali problemi, italiani e mondiali.  Purtoppo allo stato attuale però ci troviamo ancora una volta alle prese delle scelte di governanti affetti da miopia senile, a cui il futuro, il nostro, sembra non interessare più di tanto. Così ci ritroviamo a sentire che Berlusconi è pronto a mandare la Polizia per sgomberare le scuole e le Università. Qualcuno già avanza il paragone con il'68, ma personalmente, lo considdero un errore. Questa volta c'è una crisi economica mondiale a minare le fondamenta stesse della nostra società, non una lotta culturale, e non so cosa è peggio.


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Il quasi fallimento di (Al)Italia
post pubblicato in Diario, il 18 settembre 2008

Oggi dalle colonne del suo blog Mario Adinolfi parla di un argomento che a mio avviso risulta essere un punto cruciale della fallimentare situazione italiana, titolo emblematico: Non ci incazzioamo più su niente?

La completa e più totale apatia della popolazione italiana davanti ai continui abusi da parte di una classe politica che come viene definita da Travaglia è “decerebrata e delinquente”. Non si assiste a nessun segno di vita, non si contrae nessun muscolo ad opporsi ad una delle ipotesi più sciagurate e sfacciate mai viste: riproporre la legge elettorale per le europee senza preferenze. Un idea così detestabile che non mi vedrebbe alle urne se dovesse passare. Non vorrei ridare il mio voto a scatola chiusa per fare entrare il figlio, la figlia, l’amante, la colf, l’avvocato o il barboncino di chissà chi nel Parlamento Europeo. Proprio non mi va giù!

Nel frattempo l’attualità incombe: ore febbrili per la compagnia di bandiera e nonostante il piano di Berlusconi sia l’ennesima porcata, arrivati a questo punto spero in un accordo che salvi il maggior numero di posti di lavoro.
Il fallimento alle porte di Alitalia suona come un triste presagio per il Paese tutto.
Se ci pensate bene, purtroppo, il Sistema Italia è governato in maniera non tanto differente da come è stata gestita Alitalia: clientele, favori, lottizzazioni ed ingerenze da parte dei nostri politici hanno condotto alla situazione di queste ore. La longa manus dei nostri politici ha già distrutto Alitalia, aspettare che distruggano anche il nostro Paese stando lì a guardare?! Sembra la strategia piu in voga.
A questo punto porsi la domanda di Mario diventa ancora più frustrante:
NON CI INCAZZIAMO PIU’? 
Pare proprio di no.
Ma quanto mi rode non ne avete idea!


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Il Premier ed il reggipetto
post pubblicato in Diario, il 6 agosto 2008

 

Questo riproduzione dell'opera del Tiepolo "La verità svelata dal Tempo" è stata fortemente voluta dal capo del Governo nella sala delle conferenze stampa, quasi a testimoniare l'opera laborosiosa del governo stesso. Sta di fatto che la Verità, nuda come deve essere, è stata l'oggetto della censura di qualche buracrate zelante. Così è improvvisamnete apparso quel reggipetto a coprire il seno sinistro della Verità, reo di comparire sopra la testa del Premier durante le riprese TV (vedi la foto su già ritoccata). Cattivo il gusto di scegliere un dipinto con tale simbologia (La verità svelata dal Tempo, vi rendete conto!) con tutto ciò che la gente pensa oggi dei politici. Poi, il fatto che proprio nel Governo Belrusconi si trovi qualcuno che debba oprire la Verità con un velo, emendarla dalla sua stessa natura, ha qualcosa di allegorico che, credo, va ben oltre la mera coincidenza. Insomma una bella gaffe. 

In merito a Verità e Bellezza mi ricordo questi versi che J.Keats scriveva ammirando un urna greca, chiudeva Ode on a grecian Urn, con questa raccomandazione:

"....Beauty is truth, truth beauty, - that is all
Ye know on earth, and all ye need to know." 


Ma che c'azzeccano i nostri politici con la Bellezza e la Verità?


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Fa caldo!
post pubblicato in Diario, il 1 agosto 2008

Vi sarete resi conto che oggi è 1 Agosto. Può sembrare retorico dirlo, ma fa caldo, fa parecchio caldo. Non si lavora bene con il caldo, non si lavora bene quando sei arrivato con le "pile cariche", non si lavora bene con la mente sulla sabbia finiissima di una spiaggia tropicale. Poi, se ai problemi "stagionali" ci vai ad aggiungere la raduta di culo che ti coglie all'improvviso ogni giorno quando ti rendi conto in che paese di pulcinella vivi, beh la situazione si complica. Per evitare stress inutili e alla luce del fatto che ho ancora una settimana di lavoro davanti prima delle agognate ferie agostane (la Prof ha piazzato una riunione per lunedi 4 agosto alle ore 8, lasciamo stare!), faccio fagotto e me ne vado a fresco di Capalbio Scalo che, a puro titolo informativo per qualche milanese, non è in Sardegna!

Vi lascio con l'intervista di Nanni Moretti su Repubblica di oggi che titola: "Moretti: "Il Caimano ci ha cambiati, solo qui non si processa il premier", questa volta non saprei come dargli torto.

Avvelenatevi un attimo leggendo queste righe, ma solo un attimo, poi relax fino a lunedi.
Daje


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Transizioni
post pubblicato in Diario, il 24 luglio 2008

I primi mesi del governo Berlusconi si sono contraddististi da una ancora più estrema, se possibile, personalizzazione della scena politica. Il nostro Premier ha attirato su di se tutte le campgne politiche di questi ultimi mesi, tutti i riflettori puntati sulla sua persona, sia che si tratti di Alitalia o che si tratti di rifiuti a Napoli. Lui ha una soluzione per tutti e per tutto, insomma più che mai vale il famoso "ghe pensi mi". Ma, se sembra vero che la monnezza da Napoli sia sparita, lo ammetteva anch Scalfari dalle colonne di Repubblica la scorsa domnica, il meglio di lui lo sta dando per quanto riguarda la questione Giustizia. Dal lodo Alfano alle intercettazioni, dalla riforna della giustizia alla blocca processi, inevitabilemente la sua personalizzazione della politica ha portato lla ribalta i suoi problemi personali, quasi le sue ossessioni per i giudici ed il giudizio. In questa atmosfera ieri è stato approvato il lodo Alfano, provvedimento che mette al riparo le alte cariche dello Stato da eventuali procedeminti giudiziari. Insomma se Napolitano, Berlusconi, Schifani o Fini vi mettono sotto accidentalmente con la macchina, beh non sono giudicabili! Esempio paradossole, ma calzante, giusto per cogliere il concetto.

E' davvero frustrante trovarsi a scrivere post praticamente identici giorno dopo giorno. Sui nostri politici, troppe volte il nostro Premier, sulle loro deliranti idee, sulla loro totale mancanza di contatto con la realtà, sulla loro miope voglia di accaparrasi voti e consensi, si è davvero frustrante.
 
Non mi ritengo un antiBerlusconiano in senso strictu, ma sono un pò di giorni che ho in mente queste scena, prima o poi ho paura di fare la stessa fine.


Da "Andata e Ritorno" di Marco Ponti (2003)


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permalink | inviato da f.biro il 24/7/2008 alle 16:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Domande scontate e risposte ovvie
post pubblicato in Diario, il 11 luglio 2008

 
Domande scontate:
Perchè è stato approvato in 48 h il lodo Alfano, che mette a riparo da eventuali procedimenti giudiziari le più alte carcihe dello Stato?
Perchè sono giorni che stiamo parlando della legge blocca processi?
Perchè la priorità di questo paese sembra essere diventata la questione sulle intercettazioni telefoniche?
Non credete fosse più urgente un bell'intervento sui mutui per i giovani, sulla riduzione della pressione fiscale, sugli aiuti alle famiglie, sul controllo possibile sul prezzo dei beni di consumo?

La risposta, ovvia, è semplice perchè c'è Silvio Belusconi capo del governo.
Lungi da me essere giustizialista, certe derive di Piazza Navona non mi sono piaciute affatto, ma questa è la realtà. E' oggettivamente sotto gli occhi di tuttii, se non avessimo avuto il Cavaliere al governo le priorità sarebbero state altre, magari più vicine agli interessi del Popolo italiano. 

Io me ne vado.
Purtoppo solo per il week end.
Come promesso
qualche tempo fa, prendo l'aereo e vado a Rotterdam per seguire il North Sea Jazz Festival 2008. Un pò di musica per sopravvivere, vi racconterò al mio ritorno.

Per chi rimane e riesce a trovare i tkts consiglio il concerto dei
Sigur Ros alla Cavea dell'Auditorium sabato 12.

Buon week end

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